Trota del Duca

Da : ANTICA CUCINA DI CANTIANO di Giovanni e Roberta Scatena, Studi e Ricerche sulla terra del Duca, Ed. 1999

TROTA ARROSTO

Estrarre con le forbici l'intestino della trota, lavare e collocare al suo posto alcuni pezzetti di aglio. Condire con olio, sale, pepe e passare sul pane grattugiato frammisto a prezzemolo tritato. Porre sulla graticola a fuoco piuttosto vivace. Una volta nel piatto aggiungere un poco di olio a crudo.

La trota è tutta macchiata di rosso, o di colore simile alla purpura, e in alcuni luoghi hanno del negro. Quelle che nascono nei laghi sono molto maggiori di quelle dei fiumi. Sempre nuota contra acqua, e saglie altissimi salti. Quando è morta subito perde il spaore, e la bontà, onde subito conviene mangiarsi. Nutrisce ottimamente, si digerisce presto, e genera uno humor freddo che rinfresca il fegato, e il sangue, e può è buona nelle febbri ardenti. Eè buona nei tempi caldi, per ogni età, eccetto per i decrepiti, e per ogni complessione, eccetto per i flemmatici.

(Baldassare Pisanelli, 1583)

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La trota del Duca


   
 
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